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Le Origini

Le colline di Gambellara erano coltivate con viti schiave “a palo secco” fin dal tempo di Ezzelino da Romano (sec. XIII) e producevano un famoso vino bianco dolce sulle pendici del castello di S.Marco e del Montesello; per almeno due-tre secoli fu il vitigno predominante delle aree pedecollinari e delle terre feudali dei Trissino e dei Sarego vitate sui poggi e sulle rive soleggiate del Monte.

A partire dal 1468 e con ampia diffusione nel ‘500 la vite garganega cominciò a colonizzare e in certi casi a sostituire la schiava sulle colline gambellaresi e sui Lessini sud-orientali; dopo un periodo di crisi, le colline impervie e le coste boscose delle valli furono sistematicamente dissodate e messe a coltura da contadini locali, trasformatisi da affittuali e braccianti in proprietari viticoltori.

Dopo i Signori dalla Scala e i Visconti il territorio passò in mano alla Serenissima ed il Monte, allora veronese, fu quasi completamente recuperato all’agricoltura, seminato a cereali e a legumi e piantato con viti schiave e garganeghe; così avvenne anche per le zone boschive e quasi sterili della costa orientale, dove esisteva una contrà abitata (dei Gazzi cioè dei boschi), con una pregevole casa dominicale del 1553. Intorno a questo nucleo, a due passi dalla chiesa e da S.Marco, sorsero le case dei Vignato e dei Cristofari, che lavorarono per secoli le terre della pieve e di nobili cittadini, “svegrando” un po’ alla volta il bosco e la costa, impiantandovi vigne, alberi da frutto e olivi.

All’inizio del ‘900 in queste case, con filanda, broli e caneva, si insediarono Giovanni Menti e i figli che continuarono a curare i circostanti vigneti di garganega e di torbiana, producendo con il celebre bianco di Gambellara anche il Recioto e il Vin Santo, la cui fama da tempo aveva varcato gli angusti confini di questa terra vicentina dal 1859.

Sulla scia di questa tradizione, maturata sulle terre saline e vulcaniche dei propri vigneti da almeno tre generazioni e da una trentennale esperienza in cantina, è rinata l’azienda agricola di Giovanni Menti, che ha scelto con determinazione una linea produttiva e commerciale squisitamente di qualità, che si contraddistingue per tutto il ciclo colturale (potatura corta, diradamento dei grappoli, defogliazione e sovrammaturazione con vendemmie tardive) e nel passaggio di trasformazione in cantina (con ammostature soffici, trattamenti essenziali e filtrazioni lievi). Inoltre l’azienda produce il Vin Santo con sistemi tradizionali gambellaresi (appassimento su picai, mosta in primavera e fermentazione in caratelli non rabboccati lasciati in granaio per tre anni) e il Recioto, creato con la stessa tecnica di appassimento, maturato in cantina e con un passaggio in botti di rovere per un anno e posto “tranquillo” in bottiglia trasparente che ne esalta la peculiarità del colore e dei sapori.

 

MENTI
viticoltori in Gambellara
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